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News

04SET

Father Murphy in tour con Deerhoof e Xiu Xiu! + nuovo EP!

Nuovo EP e tour americano/canadese per Father Murphy!

04AGO

Prima veneta per il film "Due vite per caso"!

Il film "Due vite per caso" nella cui colonna sonora Madcap Collective è rappresentato da Father Murphy, Comaneci, Andrea Rottin e Franklin Delano, proiettato al Cinema Edera di Treviso!

28LUG

Ritorna Rospi in Libertà, nella sua veste di "Rocca aperta", anteprima del festival agostino...

Paolo Moretti e frederico f continuano il tour di presentazione di "Discorsi votati all'utilità pubblica", volume #2

21LUG

Ritorna Rospi in Libertà, nella sua veste di "Rocca aperta", anteprima del festival agostino...

E stasera, mercoledì 21 luglio, ci sarà il reading "La rabbia e la guerra civile di Andrea A. Di Carlo"!

02LUG

I Father Murphy suonano a Trieste per "Maremetraggio meets Etnoblog"!

I Murphy suonano alla festa di presentazione di "Due vite per caso" in programma al Maremetraggio Festival di Trieste

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18/02/2010

By http://www.nerdsattack.net/?p=14128


Recensione di Comaneci su nerdsattack

Sentir parlare di produzioni alt folk, dreamy folk, chamber folk in Italia fa strano come pensare di assaggiare la mortadella o il salame made in USA. Che poi magari è buona, vai a sapere, però non presenta il marchio di indicazione geografica protetta. O forse son solo io che perseguo l’autoctonia dei generi con una certa puntigliosità. Il secondo album del trio ravennate Comaneci ‘You a Lie’ rappresenta, nonostante quanto detto inizialmente, un buon tentativo di saper modellare musica di “importazione” (concedetemelo), pur rimanendo nei claustrofobici margini delle possibilità concesse dal minimalismo strumentale di voce e chitarra acustica. Una tessitura vocale che corre sui fili di un pentagramma edulcorato, minimale e friabile a ricordarmi nomi di estrazione scandinava (vedi Stina Nordestam, Hanne Hukkelberg, Anja Garbarek). Un dreamy folk calibrato e liquido (a ricordarmene altri come Hope Sandoval) che però non si lascia facilmente interrompere nel suo flusso ponderato se non da sparse incursioni di arpeggi e dal decisamente interessante utilizzo di un forestiero banjo, come nella valida ‘Satisfied Girl’. Un sempre gradito piano nel brano come ‘Like’ e atmosfere più cupe nei brani a seguire come ‘On My Path’ aggiungono in variazione cromatica. All’insegna di un easy listening gentilmente mormorato e raffinato ma che esita, a mio parere e riprendendo il nome del trio, a compiere qualche evoluzione, qualche avvitamento in più. [***]